Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.

"Che ci piaccia o no, siamo la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell'illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi.

Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia." Giordano Bruno



venerdì 20 gennaio 2017

UN VASO FATTO D'AMORE Parte I




-Maestro, perché siamo amore?

-L’amore solo è ciò che è. Siete amore e siete come un vaso vuoto.

-Dunque l’amore è il vaso vuoto.





- E’ così. Ed è tutto ciò che è. L’amore è il solo che può esprimere se stesso attraverso ogni apparenza.

- Ovvero?

-L’amore può esprimersi tramite la rabbia;  ma la rabbia non può esprimere se stessa attraverso l’amore.
L’amore può esprimersi tramite il silenzio,  ma il silenzio non può esprimere se stesso tramite l’amore. L’amore può esprimersi persino tramite la violenza: immagina una madre che vede il proprio bambino a un passo dall’infilare due dita in una presa; può scaraventarsi violentemente verso di lui per proteggerlo. La violenza non può esprimere se stessa tramite l’amore. L’amore può esprimersi attraverso la paura, la timidezza, la frustrazione, la lontananza, la gioia, l’entusiasmo, la testardaggine, la noia, la sopportazione… ma nessuna di queste può esprimere se stessa tramite l’amore.
Questo perché voi siete amore esattamente come siete un vaso vuoto. Il vaso può ospitare sabbia, ma non è una spiaggia; può ospitare terra ma non sarà un campo, può accogliere trucioli di legno e non sarà un albero; può essere colmo di acqua e non sarà un fiume.

-dunque se ho uno scatto d’ira o una condotta vigliacca..


-resti un vaso vuoto che sta accogliendo ira o vigliaccheria.
-dunque sto sempre amando?

-sei amore. E in quanto tale stai accogliendo anche me.

- ovvero?

- l’amore è tutto ciò che è. L’amore non : gli amori. Quindi non può esservi un due. Non c’è io e te.

-un solo amore  o un solo vaso fatto di amore. Chi fa la parte dei trucioli?

- non ci sono trucioli. C’è solo amore.

-Maestro … nel tuo esempio c’erano i trucioli, la sabbia, l’acqua del fiume…

-ciò che appare. Ciò a cui il vaso dà forma. Avrei potuto dirti che il vaso è colmo d’aria, anzi ne trabocca, ma non mi avresti capito poiché i tuoi occhi non vedono l’aria.

-e quindi?

-chiudili.

-fatto.

-Di chi è l’aria che è nel vaso? A chi appartiene?

-… a nessuno.

-A domani.



Sii reale
Sara Ascoli



martedì 10 gennaio 2017

ALIMENTAZIONE NATURALE E BIORISONANZA QUANTICA

NUTRIZIONE E NATUROPATIA CON L'ANALIZZATORE DI BIORISONANZA QUANTICA






Quando si parla di disagi legati all’alimentazione si  è portati ben presto a pensare al sovrappeso, all’anoressia  o alla bulimia: fenomeni estremi, seppur oggi largamente diffusi. Raramente si considerano gli alimenti quali potenti strumenti in grado di regolare i nostri stati di ansia, stress, insonnia, depressione, disistima, confusione mentale, stanchezza, astenia, mancanza di motivazione e disinteresse, mancanza di empatia, difficoltà relazionali o di concentrazione, rabbia, irritabilità, dipendenze affettive, insicurezze, alterazioni percettive; ma anche allergie, emicranie, dolori muscolari, capricci infantili, etc.

Molte delle nostre condotte sono ascrivibili ad effetti alimentari sul nostro corpo (cervello incluso) e sul nostro livello energetico. Gli alimenti che comunemente ingeriamo possono alterare il sistema percettivo, il pensiero, la volontà, il mondo energetico, emotivo e relazionale, nonché lo stato di benessere generale.



Insieme possiamo scoprire quanto sia facile modificare l’umore, le emozioni, le capacità cognitive, sino a rimodellare consapevolmente la propria personalità e promuovere il proprio naturale  benessere semplicemente correggendo abitudini alimentari nocive.




L’ANALIZZATORE DI BIORISONANZA QUANTICA



ll corpo umano è un insieme di cellule che ininterrottamente emettono  onde elettromagnetiche. Queste  onde  sono  dei veri e propri segnali in grado di rappresentare la specifica condizione del corpo in quel momento. Quindi, a  diversi segnali di onde elettromagnetiche corrispondono  differenti condizioni fisiche: benessere, disagio, malessere, malnutrizione, presenza di tossine o carenze cellulari ecc.

Pertanto, captando e analizzando le onde elettromagnetiche si è in grado di monitorare le principali condizioni vitali di una persona. L’Analizzatore di biorisonanza quantica è un nuovo strumento in grado di effettuare questo specifico compito.


Nella concezione quantistica la principale causa della formazione di disturbi e disfunzioni è il cambiamento dei movimenti e delle orbite degli elettroni. Ciò stimola il cambiamento degli atomi che, a sua volta, causa il cambiamento micromolecolare biologico.  Gradualmente tutte le cellule iniziano a trasformarsi finché tutto l’organo è soggetto a mutazione.


 Le variazioni di energia dell’onda elettromagnetica  causate da disfunzioni o malnutrizione sono, in genere,  molto deboli. Questa debole frequenza magnetica e lo stesso campo energetico del corpo sono collegati al catodo/sensore dell’Analizzatore che la persona sottoposta al test terrà semplicemente in mano. Amplificando lo spettro dell’onda, l’Analizzatore è in grado di raccogliere i segnali emessi e di analizzarli. I dati così ottenuti vengono infine comparati con molteplici indicatori per stabilire se le onde rilevate sono regolari o meno.

 Il modo in cui l’Analizzatore funziona è simile a quello di una radio. Nell’aria viaggiano numerose frequenze; per poterne ascoltare una in particolare bisogna modularsi sulla stessa sintonia che  produce la risonanza. Questa innovativa tecnica di analisi è rapida, non invasiva, pratica e indolore;  in grado di poter analizzare una variazione d’onda a partire da sole dieci cellule le cui emissioni siano caotiche.
Questo implica che sia possibile rilevare un disordine ancora prima che si manifesti in segnali evidenti e suggerire correzioni alimentari specifiche per ciascun individuo.





Il test ha la durata effettiva di due minuti, durante i quali si passa in scansione l’intero corpo.  E’ bene che la persona non abbia mangiato nell’immediato, né assunto integratori, né bevuto alcolici o caffè prima di eseguire l’analisi. Per una corretta esecuzione del test vanno rimossi tutti gli accessori metallici che la persona indossa.





OGGETTI DI ANALISI QUANTICA:
circolazione cardio e cerebro vascolare, stato dei vasi, arterie, miocardio, valvole
apparato gastrointestinale, cistifellea, milza, pancreas, fegato, polmoni, reni, urine, sistema endocrino ed  immunitario
aminoacidi, vitamine, grassi, zuccheri, proteine, enzimi, tossine, metalli pesanti e radiazioni elettromagnetiche, intolleranze alimentari e chimiche
stato generale del collagene, occhi, pelle, capelli, denti, sangue
apparato genitale,  funzioni sessuali, seno, ciclo mestruale, prostata,  qualità dello sperma, livelli ormonali
ossa,  muscoli, legamenti, nervi, memoria, ansia, stanchezza e confusione mentale, stato psico-emotivo etc.
Lo screening di biorisonanza quantica non costituisce diagnosi e non sostituisce il parere del Vostro medico curante.

domenica 12 giugno 2016

Io sto bene? E cosa è il tempo? Pillola rossa o pillola blu? L'Alimentazione Naturale e la Coscienza di Se'








La maggior parte di voi è abituata a pensare al cibo esclusivamente in termini di appagamento, gusto, punizione o  fuga. 

Volevo fare una bella introduzione … ma prendo atto che dovrò già fermarmi per spiegare l’ultimo termine: fuga. In che modo il cibo è una fuga? Si mangia per fuggire dalle proprie frustrazioni e dalle proprie gioie; dalla noia e dal dolore; dal terrore che il piacere abbia preso una strada che non incrocia la propria o che la solitudine abbia invece trovato accogliente ospitalità tra le nostre mura.

Pochissimi tra voi incominciano ad affacciarsi all'idea di cibo come medicina (senza dover tirare in ballo l’ormai celebre frase di Ippocrate). Per parlare di cibo come medicina bisogna innanzi tutto ripristinare un concetto ormai fuori moda: la nutrizione, ovvero il complesso di quelle funzioni dell’organismo  che consentono di trarre dagli alimenti quelle sostanze in grado di  condizionare e garantire la sopravvivenza, la crescita, lo sviluppo e l'integrità di un essere vivente.

 Parlare di cibo come di nutrizione oggi non è certo funzionale ad accaparrarsi le simpatie dei più! Ogni qual volta mi trovo per lavoro a spiegare l’argomento mi sento rispondere: “ma anche l’occhio vuole la sua parte!Ma se non ho un po’ di gusto mi sembra di non aver mangiato;  se non ho il dolce a fine pasto è come se il pasto non dovesse finire mai; se riduco il sale non sa di niente! Ma un pezzettino di cioccolata al giorno lo posso avere? Un bicchiere di alcol al giorno, lo posso avere? Una  schifezzina al giorno , la posso avere? Solo un cornetto al bar? Va bene, i formaggi li elimino tutti, ma il parmigiano , la ricottina e la mozzarella di bufala li posso tenere? Sono d’accordo a limitare la carne ma il prosciutto a fine pasto lo posso tenere almeno solo a pranzo? No, se mi togli il formaggio/vino/zucchero/caffè/alcol la mia vita non ha più senso ….”



A questo punto dovrei imbastire un discorso sul senso della vita … o quantomeno sulla capacità di vederla la vita … o sul desiderio inconfessato e impertinente di fuggirla per tutta la durata della propria esistenza, la vita!
Perché è questo che in fin dei conti si sta facendo.
Ma se  ogni volta intraprendessi questo tipo di discorso  gli incontri in studio si espanderebbero a dismisura e così pure le mie parcelle! Dunque, qualche verità ogni tanto va taciuta in onore di quella maledetta consuetudine professionale!

A differenza della narcosi da buona forchetta che impera in Occidente, in Oriente la nutrizione ha da sempre accompagnato la medicina: ne è parte integrante ed imprescindibile. Ogni medico Cinese conosce le basi della nutrizione mentre un medico di base in Italia di fronte ad un’otite o un’adenoidite continua a consigliare (accanto agli immancabili antibiotici) una bella tazza di latte caldo (peraltro ricca di altrettanti antibiotici)  per rincarare la dose di muco e infiammazione!

Accanto alla nutrizione come medicina, in Oriente il cibo gode di un’altra importantissima prerogativa: quella di riportare l’uomo ai ritmi della natura. E’ ormai noto che quanto più ci si allontana dai dettami naturali tanto più si incorre in ciò che noi (grossolanamente) definiamo malattia. E’ la coscienza dei ritmi che ci circondano, nei quali siamo immersi: ai quali dobbiamo l’accordo in cambio dell’armonia. 

Questo delicato quanto complesso sapere non è solo ad appannaggio della medicina tradizionale Cinese e dell’Oriente. Tutte le antiche tradizioni , fintanto che l’esistenza era scandita dall’osservanza delle leggi naturali, amministravano tale sapere (basti pensare alla vicina scuola Salernitana, ferratissima nell’uso terapeutico delle piante e che nel Medioevo considerava la medicina “l’ars – nel senso di scienza- di manipolare il mondo vegetale  per curare malattie, dispiaceri,  dare consigli sulla sana dieta da tenere). Non mi riferisco soltanto ai cicli lunari o alle stagioni, alle erbe che possono essere mangiate perché apportano nutrimento e quelle che devono essere evitate poiché in un dato periodo lavorano non per l’uomo ma per la terra (la lattuga in estate non andrebbe mangiata poiché ha il compito di ripulire la terra, pertanto si carica di “veleni”, così come la canapa assorbe diossina, il riso arsenico, etc).  

Gli eventi naturali forzano i cicli biologici dell’uomo: v’è tra la Natura e l’uomo una comunicazione che attende una risposta, un’interdipendenza e un invito alla danza. Per averne anche solo una pallidissima idea può essere sufficiente pensare al tempo. Oggi nessuno ha più il tempo. Ma cosa è il tempo se non un ritmo naturale, una ciclicità? La parola “tempo” è di origine indoeuropea e deriva dalla radice greca temno, che significa “dividere”, la stessa radice che ritroviamo nella parola “tempio” (dividere lo spazio). Il tempo sono il sole e la luna, le stagioni, il giorno e la notte; il seme e la pianta; il frutto e la terra, il gallo e la civetta, la festa e la fatica.



No, oggi non abbiamo più tempo. Di questo ne ho certezza. Non abbiamo più il tempo dacché siamo rimasti soli a danzare quello che era un passo a due.

La conoscenza del valore nutrizionale, terapeutico, energetico e spirituale dei cibi, ha sempre fatto sì che si potesse scegliere la dieta più adatta in base al carattere o alla personalità di un individuo, piuttosto che alle prove da affrontare, ai blocchi mentali da superare, alle tendenze da smussare o a quelle da integrare. Ogni alimento ha un suo effetto puro o in combinazione con altri alimenti: esiste, da sempre, un’educazione all’igiene mentale che passa attraverso l’alimentazione.  Ci sono cibi che tendono ad agitare i cuori o le coscienze; altri che sedano il rimuginio mentale tipico dell’uomo che ha smesso di ascoltare e di ascoltarsi (è l’uomo-mente: quello che fa rumore!); altri che inducono all’osservazione  e alla liberazione dal proprio passato;  così come altri ci ancorano ai nostri traumi; cibo come narcosi o sonnifero esistenziale; condotte alimentari che favoriscono il distacco oppure la dipendenza; alimenti che ci immergono nell’emotività ed altri che sostengono il pensiero razionale;  sostanze che rafforzano il senso di individualità o di appartenenza; alimenti a cui si lega uno stato di depressione o di euforia, di pace e benessere o d’ansia e frustrazione; ci sono cibi che stimolano la sensazione di noia e altri che fanno sperimentare l’essere appagati.

Grazie all’epigenetica oggi sappiamo che i nutrienti hanno un impatto sui nostri geni: ogni alimento ingerito modifica il nostro stato, la nostra energia, la percezione, la sensibilità, il pensiero, la capacità empatica nonché la composizione delle nostre cellule. Ogni alimento altera la nostra chimica e quindi ogni nostro processo fisico, mentale, emotivo, spirituale. Le molecole degli alimenti sono messaggeri che informano le cellule del nostro corpo, modificano il sistema endocrino, quello immunitario, etc.
Attraverso una scelta consapevole dei cibi  si sperimenta una conoscenza più raffinata della propria personalità, sino a poterla ridefinire o addirittura superare. Non è un mistero né una novità l’uso attento dell’alimentazione che da sempre si fa nelle pratiche spirituali.

Molti mi chiedono: “cosa devo mangiare per star bene?”
 Io  rispondo loro: “ cosa vuol dire per te star bene?”
 La maggior parte  non sa rispondere se non elencando una soppressione di sintomi che vanno dalla stitichezza, alla pancia gonfia, all’emicrania  al mal di schiena. Ma quasi nessuno sa cosa voglia dire star bene.  E non è una cosa che si può insegnare. Stare bene non è un pensiero, né un’opinione; non è una sensazione né un’assenza di dolori. E’ uno stato dell’essere, per certi versi simile  all’entusiasmo . Non ha cause contingenti … è una nota non suonata eppure persistente.
Stare bene non si insegna e non si spiega. Se ne può fare solo l’esperienza. Ed alcuni incominciano a scoprirlo dopo qualche settimana di nutrizione naturale. Allora è una gran festa della Vita per la Vita.

Tempo fa una persona me lo descrisse così: “dopo qualche giorno è stato come se avessi preso finalmente la pillola rossa” (pillola Rossa o pillola Blu? Matrix).






Sara Ascoli: Antropologo Medico, Counseling Biosistemico, Mental Trainer, Facilitatore di gruppi, Insegnate di Training Autogeno, Socio Consulente in Medicina Cellulare presso l'Alleanza per la Salute del Dr Rath, Consulente di Alimentazione Naturale e Consapevole. Gestisce uno Spazio di Ascolto Olistico e si occupa di Consulenze di Aliemntazione Naturale e Consapevole avvalendosi dell'Analizzatore di Biorisonanza Quantica.


domenica 5 giugno 2016

Microbo di un cervello!

 II parte de "Pensavi davvero di poter pensare con la tua testa? Non hai ancora conosciuto il Microbiota umano"




Nell’articolo precedente: “Pensavi davvero di poterpensare con la tua testa? Non hai ancora conosciuto il Microbiota umano”, ho svelato come i nostri gusti alimentari, i malumori o il sentirsi appagati e gratificati spesso non siano che il risultato di “strategie di sopravvivenza” intraprese dal nostro microbiota umano.
Ora vediamo in quanti e quali altri modi la nostra flora intestinale può determinare sin dalla nascita il nostro carattere e la nostra personalità.

Sono sempre più numerose le  ricerche e gli studi che negli ultimi anni hanno ormai dimostrato in quale misura il microbiota umano possa influenzare lo sviluppo neurale, la chimica del cervello e una vasta gamma di condotte, tra cui il comportamento emotivo, la percezione del dolore e le nostre risposte allo stress.
 I batteri che vivono nel nostro intestino ( e non solo) producono anche centinaia di sostanze neurochimiche che il cervello usa per regolare i processi fisiologici di base così come i processi mentali, come l'apprendimento, la memoria e l'umore. Ad esempio, batteri intestinali producono circa il 95 per cento della fornitura del corpo di serotonina, nota come “l’ormone del buonumore”.

In uno studio pubblicato su Gastroenterology nel 2011, Bercik e colleghi hanno somministrato ad un gruppo di topi timidi e schivi, un cocktail di antibiotici, modificando radicalmente la composizione delle loro batteri intestinali: il loro comportamento cambiò completamente, diventando così audaci ed avventurosi. In modo analogo,  i ricercatori colonizzarono i ceppi batterici di un gruppo di topi “ansiosi” con  batteri di topi “esploratori senza paura” e viceversa. Il risultato fu inquietante: i topi ansiosi divennero perfetti esploratori, mentre quelli senza paura divennero timidi ed esitanti (5).





Ricerche sull'uomo dimostrano che l’azione del microbiota sul comportamento ha inizio subito dopo la nascita, quando alcuni ceppi batterici  aiutano a programmare  aspetti dello sviluppo cerebrale, come la risposta allo stress, il controllo motorio,  la funzione cognitiva nonché   il successivo comportamento da adulti. Studi epidemiologici hanno indicato un'associazione tra disturbi dello sviluppo neurologico , come l'autismo e la schizofrenia, e le infezioni microbiche patogene durante il periodo perinatale. Gli scienziati coinvolti in questa linea di ricerca sono  sempre più convinti che per comprendere appieno le nostre emozioni e comportamenti, abbiamo bisogno di studiare l'intestino tanto quanto il cervello.

John Cryan,  neuroscienziato presso la University College Cork,  Irlanda,  sostiene che : “ tutti i processi fondamentali su cui i neuroscienziati passano la vita a lavorare  si sono dimostrati essere regolati da microbi".


Il BDNF è  una proteina coinvolta nella sopravvivenza e nel differenziamento neuronale e nella neurogenesi del cervello adulto. Pertanto il BDNF  influenza le fasi di sviluppo e maturazione del sistema nervoso centrale: regola la vita delle cellule nervose ed è alla base di fenomeni quali apprendimento e memoria.  In più esercita  un effetto neuro protettivo verso ischemie, traumi cranici, coma ipoglicemico, neurotossine, etc . Ecco che alterazioni di BDNF sono correlate a varie patologie del sistema nervoso, in particolare vi sono dati sperimentali che dimostrano una sua implicazione in: epilessia, depressione, morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson.
Ora, neache a farlo apposta, nel momento in cui si viene ad alterare la flora intestinale si crea pure un’alterazione del BDNF ed un incremento dell’ansia (3,5)!
Un’altra prova convincente per un collegamento tra il microbiota intestinale e la funzione del cervello è a carico dei  ceppi Bifidobacteria e lattobacilli nell'intestino crasso, in grado di migliorare significativamente la performance cognitiva e la memoria ed avere effetti ansiolitici ed antidepressivi (3).

Altri ricercatori hanno disegnato i legami tra patologia gastrointestinale e condizioni neurologiche psichiatriche come ansia, depressione, l'autismo, la schizofrenia e disturbi neurodegenerativi (1,2).

Nel 2000, un'alluvione nella città canadese di Walkerton contaminò l'acqua potabile della città con agenti patogeni, come Escherichia coli e Campylobacter jejuni. Circa 2.300 persone soffrirono di una grave infezione gastrointestinale  sviluppando di conseguenza una  sindrome dell'intestino irritabile. Durante un studio durato otto anni otto anni,  il gastroenterologo Stephen Collins della McMaster University di Hamilton, in Canada, notò che tutte queste persone iniziarono ad essere affette da problemi psicologici come la depressione e l'ansia.

Tali risultati offrono l’allettante possibilità di utilizzare  probiotici o sane abitudini alimentari per migliorare la biochimica cerebrale, quindi lenire i disturbi dell'umore e d'ansia, i deficit mnemonici e i disagi emotivi; migliorare le funzioni cognitive, la percezione, insomma ridefinire la propria personalità e le proprie attitudini comportamentali attraverso un uso funzionale dell’alimentazione Naturale e Consapevole. Quando si parla di disagi legati all’alimentazione si  è portati ben presto a pensare al sovrappeso, all’anoressia  o alla bulimia: fenomeni estremi, seppur oggi largamente diffusi. Raramente si considerano gli alimenti quali potenti strumenti in grado di regolare i nostri stati di ansia, stress, insonnia, depressione, disistima, confusione mentale, stanchezza, astenia, mancanza di motivazione e disinteresse, mancanza di empatia, difficoltà relazionali o di concentrazione, rabbia, irritabilità, dipendenze affettive, insicurezze, alterazioni percettive; ma anche allergie, emicranie, dolori muscolari, capricci infantili, etc.

Molte delle nostre condotte sono ascrivibili ad effetti alimentari sul nostro corpo (cervello incluso) e sul nostro livello energetico. Gli alimenti che comunemente ingeriamo possono alterare il sistema percettivo, il pensiero, la volontà, il mondo energetico, emotivo e relazionale, nonché lo stato di benessere generale. La Natura invece insegna quanto sia facile modificare l’umore, le emozioni, le capacità cognitive, sino a rimodellare consapevolmente la propria personalità e promuovere il proprio naturale  benessere semplicemente correggendo abitudini alimentari nocive.

Buona Vita
Sara Ascoli




1-Addolorato G, et al. (2008) State and trait anxiety and depression in patients affected by gastrointestinal diseases: Psychometric evaluation of 1641 patients referred to an internal medicine outpatient setting. Int J Clin Pract 62:1063–1069. CrossRefMedlineWeb of ScienceGoogle Scholar
 2-Nikolov RN, et al. (2009) Gastrointestinal symptoms in a sample of children with pervasive developmental disorders. J Autism Dev Disord 39:405–413. CrossRefMedlineWeb of ScienceGoogle Scholar
3-Messaoudi M., Violle N., Bisson J.F., Desor D., Javelot H., Rougeot C. Beneficial psychological effects of a probiotic formulation (Lactobacillus helveticus R0052 and Bifidobacterium longum R0175) in healthy human volunteers. Gut Microbes. 2011;2(4):256–261. [PubMed]).
4-The tantalizing links between gut microbes and the brain, Peter Andrey Smith, Nature 16 Ottobre 2015.

5- P. Bercik, E. Denou, J. Collins, W. Jackson, J. Lu, J. Jury, Y. Deng, P. Blennerhassett, J. Macri, K.D. McCoy, E.F. Verdu, S.M. Collins, The intestinal microbiota affect central levels of brain-derived neurotropic factor and behavior in mice, Gastroenterology, 141 (2011).



Sara Ascoli: Antropologo Medico, Counseling Biosistemico, Mental Trainer, Facilitatore di gruppi, Insegnate di Training Autogeno, Socio Consulente in Medicina Cellulare presso l'Alleanza per la Salute del Dr Rath, Consulente di Alimentazione Naturale e Consapevole. Gestisce uno Spazio di Ascolto Olistico e si occupa di Consulenze di Aliemntazione Naturale e Consapevole avvalendosi dell'Analizzatore di Biorisonanza Quantica.

giovedì 2 giugno 2016

Pensavi davvero di poter pensare con la tua testa? Non hai ancora conosciuto il Microbiota umano.

Quella che una volta, forse impropriamente veniva definita flora intestinale, oggi porta il nome di microbiota umano. Si tratta di un insieme di microorganismi,  circa 1000 specie, prevalentemente batteri (da qui il poco pertinente termine “flora”) ma anche miceti e virus, che vivono non solo nell'intestino ma anche in bocca, gola ed a livello gastrico (da qui il termine “umano” a soppiantare l’ormai desueto “intestinale”). Ad oggi il microbiota viene considerato proprio come un vero e proprio organo.






Non si potranno mai cantare a sufficienza le lodi del microbiota umano.  Esso possiede 100 volte il numero dei geni del genoma umano! Provvede a disgregare le sostanze che il nostro organismo non è in grado di scomporre; a metabolizzare ciò che altrimenti non potremmo metabolizzare;  sintetizza sostanze come la vitamina K.

Accanto alle ormai note funzioni svolte dal Microbiota umano se ne annoverano altre meno conosciute, come ad esempio  il fatto che dalla sua trasformazione, per lo più ad opera di farmaci e pesticidi, dipende il nostro aumento di peso . Infatti,  la responsabilità che si attribuisce a molti psicofarmaci di farci prender su qualche kilo di troppo, altro non è che il risultato di un’alterazione consumata a danno dei nostri batteri. In realtà è il microbiota a modulare l’attività metabolica così come il senso di sazietà: venti minuti dopo l’assunzione di cibo vengono prodotti dei batteri capaci di sopprimere il desiderio di continuare ad alimentarsi (da qui l'importanza di mangiare lentamente e non ingurgitare un pasto prima ancora di aver permesso l'attivazione dei segnali di sazietà).

Non bisogna però trascurare di considerare un tacito accordo tra i batteri ed il loro ospite: una sorta di mutuo soccorso tra l'individuo e il proprio microbiota. A fronte degli innumerevoli servigi svolti da molti ceppi batterici per ottimizzare la vita del proprio generoso ospite,  alcuni ceppi,  dotati come ogni essere vivente, di un sano spirito di sopravvivenza, ingaggiano una singolare lotta per la vita. A tal fine, orienteranno il gusto e l’appetito del loro ospite verso quegli alimenti che garantiscono loro la conservazione, mentre inibiranno il desiderio di nutrirsi di altro. Avete capito bene: il microbiota può manipolare i nostri recettori del gusto e indurci in tentazioni! E voi che credevate nel libero arbitrio!


Kathy Magnusson, professore presso l’OSU College of Veterinary Medicine and e ricercatore principale del Linus Pauling Institute, ha detto: “è sempre più chiaro che i batteri che vivono nel nostro intestino, o microbiota, possono comunicare con il cervello umano. I batteri possono rilasciare delle sostanze che agiscono come neurotrasmettitori, stimolare i nervi sensoriali o il sistema immunitario e influenzare un’ampia gamma di  funzioni biologiche



Il microbiota può arrivare a  manipolare il nostro senso di gratificazione quando assumiamo alimenti che provvedono alla sussistenza di alcuni suoi ceppi (molti batteri sono coinvolti nella sintesi di dopamina, sostanza implicata con la ricerca del piacere), così come indurci sgradevoli sensazioni se il cibo assunto minaccia la vita di certi batteri. Alcuni ceppi possono letteralmente mimare il comportamento di ormoni responsabili del senso di sazietà e dell’appetito: dinanzi a questo scenario, l’ospite è pressoché impotente e soprattutto inconsapevole! (mi viene in mente un vecchio spot pubblicitario che diceva: “per l’uomo che non deve chiedere mai”! Che microbiota aveva questo?)


La manipolazione dei batteri a danno del nostro gusto, del senso di sazietà è nulla se consideriamo un’altra interessante peculiarità del microbiota: controllare il nostro umore manipolando direttamente il nostro nervo vago (nervo che parte dal midollo allungato e giunge sino all'addome).  Alterandone i segnali neuronali, alcuni ceppi possono creare tossine che ci faranno percepire malessere o, al contrario, ricompense chimiche per le quali replicheremo quello stesso comportamento  che riteniamo (ingenuamente) essere alla base di una sensazione di piacere.

Va da sé che una flora danneggiata crea inevitabilmente un danno anche nelle nostre funzioni cognitive. Basti pensare a regimi ricchi di grassi o zuccheri che alterano significativamente l’equilibrio del microbiota causando (a quanto pare da studi condotti presso l’Università dello Stato dell’Oregon) una consistente perdita di flessibilità cognitiva: l’individuo che nella sua alimentazione fa un importante consumo di zuccheri, farine bianche e gassi soprattutto animali, perderebbe la capacità di scegliere alternative funzionali quando posto dinanzi ad un problema o una difficoltà; l’apprendimento stesso, nonché la memoria,  ne risulterebbero gravemente compromessi. In parole povere, in base alle abitudini alimentari che adotteremo, il nostro microbiota umano potrà renderci felici e intelligenti o tristi e stupidi.

Qualcuno si stupisce ancora quando sostengo che con una consulenza alimentare posso far sì che si attuino modifiche nella percezione e nell'umore di una persona. Non è fantascienza. E' Natura.
Ne tratteremo più dettagliatamente in un prossimo articolo.
Buona Vita

Sara Ascoli



Tratto da :
Is eating behavior manipulated by the gastrointestinal microbiota? Evolutionary pressures and potential mechanisms

Joe Alcock, Carlo C. Maley, C. Athena Aktipis
BioEssays ottobre 2014




Sara Ascoli: Antropologi Medico, Counseling Biosistemico, Mental Trainer, Facilitatore di gruppi, Insegnate di Training Autogeno, Socio Consulente in Medicina Cellulare presso l'Alleanza per la Salute del Dr Rath, Consulente di Alimentazione Naturale e Consapevole.

martedì 17 maggio 2016

Cogli la Prima Mela. Incontri di alimentazione Naturale e Consapevole per liberare la propria Percezione.

Il centro Haras vi invita a partecipare a: 

COGLI LA PRIMA MELA

INCONTRI DI ALIMENTAZIONE NATURALE E CONSAPEVOLE
II
come usare la Nutrizione per liberare la propria Percezione






Ogni mercoledì dalle ore 20:00 alle 22:30, presso il Centro Clinico il Triangolo Impossibile , via di Portonaccio n 200, Roma.

Dopo il successo del primo corso si torna in campo con il secondo ciclo di incontri.

Sono anni che mi chiedono un nuovo corso sull'Evoluzione della Coscienza: "dai.. qualcosa come l'Invisibile Padronanza della Magia, qualcosa come di Luce e d'Ombra; dai un altro seminario sul Sapere delle Favole..."

 E sono anni che rispondo: fintanto che non imparerete a pensare e a pensarvi senza il vostro fegato, senza la vostra cistifellea...finché saranno i vostri parassiti a decidere il vostro stato d'animo, a ingannare i vostri ormoni; finché sarà  il vostro microbiota a guidarvi nelle scelte; fintanto che confonderete la passione con le astinenze, gli entusiasmi con le narcosi, il malumore con l'intossicazione,  la noia con la costipazione, l'ansia con il muco, la malattia con l'abitudine; fintanto che le vostre reazioni, i vostri stupori, le farneticazioni, le rabbie, i dolori, gli ardori altro non saranno che particelle chimiche in un corpo dormiente ... finché la norma sarà l'Homo Dormiens- nelle sue molteplici sfumature che vanno dalla sonnolenza al letargo- si può solo lavorare per il Risveglio e non per i risvegliati.

Io vi aspetto.



Nell'uomo dormiente, che non ha coscienza delle proprie sensazioni, sta dinanzi a noi il gruppo fisico delle particelle corporee in movimento; di questo corpo dormiente non siamo costretti ad affermare <ignorabimus>, <non possiamo sapere>; l'uomo dormiente noi possiamo comprenderlo. Invece l'uomo sveglio non è comprensibile al naturalista. Nell'uomo dormiente non abbiamo quell'elemento che si trova nell'uomo sveglio, cioè la coscienza, per la quale esso ci si presenta come un essere spirituale.

Rudolf Steiner (Scienza naturale e scienza dello Spirito) 

"La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello, in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia.”

Ludwig Feuerbach ( Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia)


Argomenti:

 I incontro
Nutrizione e campi elettromagnetici: l'energia vibrazionale degli alimenti.
L'homo dormiens: colui che si è seduto a tavola ed ha perso la capacità di pensare.
I tre mondi abitati: quello inventato, quello reale e quello immaginario.
Il Grande Tiranno: l'Abitudine.

II incontro
Flora intestinale: la sede operativa dell'individuo. Psicheintestinale.
C'era una volta il secondo sistema immunitario.
Muco intestinale. L'Igienismo.
Nichel, metalli pesanti e percezione

III incontro
Candidosi intestinale e biofilm: dove si formano i tuoi pensieri?
Parassitosi intestinale: hai mai pensato di poter essere posseduto?
Permeabilità intestinale, Glutine e malattie autoimmuni

IV incontro
Droghe nel piatto: ciò da cui non avresti mai pensato doverti disintossicare!
Droghe esogene e droghe endogene: quale cibo per quale area cerebrale e a quale                     prezzo?
Cereali: ovvero la nascita della civiltà e l'addomesticamento umano

V incontro
La tiroide.
Denti: amalgame e devitalizzazioni.
Cosa è la disfunzione surrenale. Surrene e personalità.

VI incontro
Il fegato: ovvero la sede dell'inconscio collettivo.
Da Gesù ad Ippocrate, da Biancaneve alla medicina tradizionale Cinese; da Prometeo al                  Talmud; da Cerbero agli Auruspicina, dalla Cabala all'igienismo: the Liver, il Vivente.
Tutto quello che simula una malattia o un disturbo mentale ma in realtà vive nel tuo piatto!

VII incontro
Cosa è la Leucocitosi digestiva.
Il segreto degli Enzimi.
Come fermentare gli alimenti.
B12 . Non-vitamina D

VIII incontro
 I digiuni: terapeutici, di manutenzione, intermittenti, alternati. Fisiologia del digiuno e                          ringiovanimento.
Masticazione e individuazione. Tantra ed alimentazione.
Ok: ora cogli la prima mela!






Inizio incontri: mercoledì I giugno
Costo: € 25,00 ad incontro
La prenotazione è obbligatoria. INFO: 338 7503217

Gli incontri sono tenuti dalla Dott.ssa Sara Ascoli: Antropologo Medico, Conuselor Biositemico, Facilitatore di gruppi, Consulente in Comunicazione Ecologica, insegnante di Training Autogeno, Mental Trainer, socio consulente in Medicina Cellulare per l’Alleanza del Dr Rath, Consulente di Nutrizione Naturale e Consapevole, Radioestesista.




domenica 14 febbraio 2016

COGLI LA PRIMA MELA: INCONTRI DI ALIMENTAZIONE NATURALE E CONSAPEVOLE

Il centro Haras vi invita a partecipare a: 

COGLI LA PRIMA MELA

INCONTRI DI ALIMENTAZIONE NATURALE E CONSAPEVOLE






Ogni mercoledì dalle ore 20:00 alle 22:00, presso il Centro Clinico il Triangolo Impossibile , via di Portonaccio n 200, Roma. 



Argomenti:

cosa mi spinge a mangiare e cosa invece è la nutrizione
gli errori più comuni
il glutine
i prodotti caseari
le farine bianche
gli zuccheri
la carne
i nervini (the, caffè, cioccolato)
cosa sono gli enzimi
vitamine e sali minerali
carboidrati
proteine
grassi
l'acqua
 regime alimentare onnivoro , vegetariano, vegano e crudista
la cottura  e la conservazione
cibo e personalità
dolce o salato? L’identità genitoriale e l’individuazione
ansia,panico, depressione, irritabilità, confusione mentale, stanchezza, debolezza, paura,  difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, capricci infantili, scarsa attenzione …. serviti in tavola!!!!!
Candidosi intestinale
Parassitosi intestinale
Le intolleranze
La pelle
I capelli
La digestione
L’assimilazione
Il PH
Il sistema immunitario
Il gusto
La tiroide         
Lo stomaco
L’insulina
L’intestino
Il fegato
La cistifellea
Il collagene
I denti
Metalli pesanti e tossine
La questione del peso
Disintossicazione
Il muco
Leucocitosi digestiva
Il digiuno
Antiossidanti
I Super Cibi
Cosa mangiare, quando mangiarlo e come:  conoscere le età, le stagioni, il nostro corpo
Cibo e controllo della mente
Una nutrizione per il risveglio spirituale


La partecipazione agli incontri prevede un numero massimo di 10 perone.  Qualora il numero eccedesse il limite previsto, verranno formati altri gruppi.
Inizio incontri: mercoledì 2 marzo
Costo: € 20,00 ad incontro
La prenotazione è obbligatoria. INFO: 338 7503217

Gli incontri sono tenuti dalla Dott.ssa Sara Ascoli: Antropologo Medico, Conuselor Biositemico, Facilitatore di gruppi, Consulente in Comunicazione Ecologica, insegnante di Training Autogeno, Mental Trainer, socio consulente in Medicina Cellulare per l’Alleanza del Dr Rath, Consulente di Nutrizione Naturale e Consapevole, Radioestesista.